Si dice spesso: “Sei cio’ che mangi” ed è proprio vero: tu sai che l’alimentazione giusta ti fa stare bene, più in forma e anche l’umore è migliore.
Tuttavia non sempre mangiamo in maniera corretta, spesso abbiamo problemi intestinali, peso e sonnolenza dopo i pasti, stanchezza e malessere, e altri disturbi che potrebbero essere causati dal cibo.
Oggi pero’ ci sono troppe persone che per farti star meglio ti consigliano diete astruse, alimenti bizzarri che non fanno parte della nostra grande tradizione Italiana, oppure ti vietano dei cibi senza spiegarti bene perché.
Anche i test delle intolleranze alimentari, dopo un periodo di grande popolarità, attirano meno, perché non tutti sono seri e affidabili oppure ti costringono a diete assurde, con l’eliminazione di troppi cibi.
Il test ideale dovrebbe essere stato studiato da esperti, fatto in un laboratorio specializzato e darti uno schema alimentare semplice e intuitivo da seguire: ma esiste?

Molti decidono di fare un test delle intolleranze spinti da questi sintomi:
• Colon irritabile
• Gonfiore addominale, digestione lenta, sonnolenza dopo i pasti, bocca impastata
• Stitichezza cronica o, al contrario, frequenti episodi di diarrea
• Acidità, gastrite, reflusso gastrico

Altri problemi per cui si fa il test sono quelli cutanei, perché si associa il cibo alla reazione allergica e orticaria:
• Eczema, orticaria, dermatiti, prurito cronico
• Acne

Anche qui, si pensa ad una reazione diretta: ho mangiato questo e mi è uscito uno sfogo, si pensa subito a una risposta improvvisa.
In realtà le forme di reazione violenta al cibo sono allergie alimentari, cioè una risposta anomala e incontrollabile a un alimento.
Si legge ogni tanto di persone finite al pronto soccorso per aver mangiato un pezzettino di gambero, o un’arachide: stiamo però parlando in questi casi di allergia, non intolleranza.
La cosiddetta intolleranza non causa reazioni così improvvise; provoca però problemi continui, spesso intestinali, tanto che si pensa ad un’azione diretta del cibo sull’apparato digerente. Ma in realtà anche parlare d’intolleranza è sbagliato, perché le intolleranze vere sono solo al lattosio e al glutine, e nascono dall’incapacità di digerire queste sostanze presenti in latte e derivati e frumento e cereali.


Ma allora…di cosa stiamo parlando?
L’infiammazione da cibo: cos’è? In realtà alcuni alimenti causano un’infiammazione a bassa intensità, che provoca molti sintomi, tra cui ovviamente anche quelli appena elencati, ma anche molti altri che non vengono collegati al cibo, ad esempio:
• Sistema respiratorio: riniti, sinusiti, bronchiti, infezioni ricorrenti
• Sistema nervoso: cefalea ed emicrania, difficoltà di concentrazione, affaticamento cronico, ansia, alcune forme d’insonnia
• Apparato genitourinario: cistiti, vaginiti, candidosi, infezioni ripetute nel tempo
• Sistema muscolare e articolare: dorlori muscolari, articolari, crampi, artrite
• Metabolismo e obesità: l’infiammazione da cibo può alterare anche il metabolismo

Questi sintomi non sono ovviamente presenti tutti insieme, ma possono alternarsi di volta in volta. In alcuni casi molti di questi sono presenti raramente, anche quelli intestinali che di solito sono collegati direttamente alla reazione al cibo, mentre se ne manifestano altri che non si considerano associati al cibo, come nel caso di Paolo.


Storia di Paolo

Paolo è un uomo sportivo, grande appassionato di canottaggio che pratica con assiduità allenandosi regolarmente; senza essere un atleta professionista, ha raggiunto ottimi risultati, anche se ogni tanto ha la sensazione di poter dare di più senza però riuscirci. Ci racconta che ha anche episodi di sfoghi e dermatite ed è per questo che vuole fare il test; un altro fatto strano è che, dopo l’allenamento, ha la necessità irresistibile di mangiare carboidrati (pane, pasta, dolci), e quasi sta male se non lo fa subito. Il test lo trova effettivamente intollerante a molti gruppi di alimenti e con la stessa serietà con cui si allena Paolo comincia a seguire la dieta con costanza. Molto presto si accorge che, come sperava, i problemi di pelle si sono ridotti ma intanto è successa una cosa davvero stupefacente: non solo non ha piu’ le crisi di fame dopo l’allenamento, ma la sua prestazione atletica è sensibilmente migliorata. La sua forza e resistenza è aumentata, la stanchezza post-allenamento è quasi sparita e soprattutto i suoi tempi sono scesi sensibilmente: l’infiammazione cronica che lui pensava gli causasse solo la dermatite in realtà riduceva anche le sua efficienza muscolare. Con Recaller Paolo si è costruito un’alimentazione su misura, l’infiammazione cronica è praticamente scomparsa ed è molto soddisfatto dei suoi risultati sportivi.


Recaller test: FAQ

1) In cosa consiste il Recaller test? Si fa il prelievo indolore di qualche goccia di sangue dal dito, poi noi spediamo con corriere espresso il campione nel laboratorio di immunologia Recaller a Milano, dove tecnici specializzati fanno l’analisi. In pochi giorni ci viene spedito il referto firmato da un medico, noi ti spieghiamo i risultati e poi puoi partire subito con la dieta.
2) Che vantaggi ha? Sembra simile agli altri test delle intolleranze alimentari…Recaller può essere scambiato per uno dei tanti test delle intolleranze alimentari ma è un metodo unico per molti motivi. L’aspetto più importante, ma anche piu’ tecnico e meno facile da capire, è che non misura come altri le IgG (Immunoglobuline G) ma le citochine BAFF e PAF. Detto così sembra incomprensibile, ma il BAFF è una sostanza che regola il sistema immunitario e la produzione di anticorpi; se in eccesso può provocare squilibri e risposte anomale del sistema immunitario. Alti livelli di BAFF si trovano in persone allergiche, asmatiche e con malattie autoimmuni; quindi i medici di Recaller, basandosi su molti studi scientifici, hanno scelto di misurare proprio i livelli di BAFF.
Il motivo ora ti sarà chiaro: è un indicatore molto più preciso dell’infiammazione rispetto ad esempio alle IgG, misurate da altri test ma che danno spesso risultati falsati.

Ma senza continuare con spiegazioni tecniche, in sostanza quali sono i vantaggi di Recaller Test?
Affidabilità. Il test è stato sviluppato da un immunologo (il Dr. Attilio Speciani), si basa su ricerche scientifiche, è effettuato in un laboratorio da operatori specializzati, il referto è firmato da un medico.
Semplicità. Non viene dato un lungo elenco di alimenti ma vengono identificate le famiglie di cibi che ti danno problemi. Quindi la dieta è molto facile da seguire: nessun alimento viene completamente abolito ma se ne riducono le quantità.
Niente rinunce. Con gli altri test se sei intollerante al lievito e ai formaggi e sabato sera ti invitano a una pizzata tu non potresti mangiare nulla. Con Recaller invece puoi tranquillamente mangiarti la pizza con gli amici ma per il resto della settimana dovrai ridurre le quantità di alimenti lievitati e formaggi per compensare.


3) Ma che sintomi da’ l’infiammazione da cibo? Chi fa il test spesso viene perchè ha difficoltà digestive, gonfiore o colon irritabile, ma in realtà l’infiammazione da cibo provoca numerosi disturbi anche non intestinali.Guarda il video in cui il Dr. Speciani te li spiega.


4) Recaller test è una dieta per dimagrire?
Recaller ti da’ una dieta per stare bene e sentirti più in forma fisicamente e mentalmente.In moltissimi casi il fatto di fare ordine nel proprio modo di mangiare è efficace anche nel controllo del peso ma la dieta NON è calorie limitate.


5) Vivo con altre persone: come mi organizzo? Recaller non t’impone una dieta particolare, non esclude nessun alimento (al massimo ne riduce le quantità) e non prevede cibi particolari. Puoi tranquillamente preparare i pasti uguali per tutti seguendo le indicazioni del test: la forza di Recaller sta anche nella semplicità nel seguire la dieta.


6) Quanto costa? Da settembre 2020 i test recaller sono di diversi tipi, ma quello che consigliamo noi è quello base che ti permette d’impostare subito e facilmente i tuoi pasti quotidiani e costa € 170,00.